121_Brioche col tuppo

Clicca, stampa e colora
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91_03_L’imperatrice

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91_02_La Papessa

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91_00_Il Matto

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115_03_Fili di rete_CoManufatto

115_03_Fili di rete_CoManufatto, ovvero, supereroi in borghese.
Avete presente come si costruisce un cestino in vimini?
Ve lo accenno brevemente, così da indirizzare il discorso laddove vorrei andasse a parare(cosa più facile a dirsi che a farsi).
Solitamente per creare la base della nostra struttura necessitiamo di otto rami di salice, ammorbiditi in acqua, di pari lunghezza, a seconda di quanto grande vogliamo realizzare il nostro recipiente.
Di questi otto vimini; quattro vanno incisi a metà fusto, di modo da poterli intersecare con gli altri quattro, creando una croce greca. Questa sarà la nostra impalcatura, dalla quale, partendo dal centro, altri rami decorticati e ammorbiditi passeranno sopra e sotto i raggi portanti dando forma alla base e alla struttura.
Detto fatto, semplice no?
Ed eccomi arrivare al punto, se è vero l’assunto per il quale “siamo il risultato delle persone che incontriamo”, allora proviamo ad immaginarci come quella struttura in costruzione, la nostra prima impostazione, le nostre basi sono gli affetti che ci vengono attribuiti alla nascita e che influenzano nel bene nel male ciò che sentiamo di essere. Da lì in poi ci sono parenti, amici, conoscenti, colleghi, amanti, ecc. .
Legami lunghi/brevi, forti/deboli che però lasciano una traccia in noi.

In questa illustrazione è raffigurata Co, che di mestiere è artigiana del vetro, il colore invece è stato affidato alla mano esperta di Wi, che ha accostato colori con un’audacia che non è mai stata mia ne di riflesso di questo blog. (Che ve ne pare?)
Entrambe, sono una presenza costante nella mia vita dalle scuole superiori e come tutti i rapporti di lunga data la nostra amicizia, inizialmente influenzata dalle onde e risacche della tarda adolescenza, si è poi trasferita nelle acque più profonde di una visione più matura delle relazioni.
Di base siamo molto simili e introversi, quello che però caratterizza Co è una determinazione molto spiccata nel fare ciò che ama.
Tanti sono i lavori che ha fatto e tante le qualifiche ottenute ma alla fine la passione per il vetro ha battuto persino la sicurezza di un posto fisso, a cui moltissimi ancora anelano, e che lei era riuscita a raggiungere(negli uffici regionali, mica pannocchie).

Sono ormai tre anni che l’attività procede con i suoi prodotti sempre più belli e originali e, nonostante non sia cosa semplice avere un’impresa artigiana( in questo periodo men che meno) sono sicuro che tutto andrà sempre meglio e non vedo l’ora di assistere all’evoluzione di questo e tanti altri bei progetti.
Sarà sicuramente l’eta che avanza ma scrivendo mi sono reso conto di quanti modi di dire e detti popolari tendo ad usare, quindi, un po’ shoccato un po’ supportato dalla saggezza di queste espressioni orali, concludo dicendo che; se è vero il famoso “Chi fa da se fa per tre” è altrettanto assodato che, se si hanno le persone giuste vicino “l’unione fa veramente la forza”.


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115_02_Fili di rete_Pendolante

115_02_Fili di rete_Pendolante; tra ritardi, cancellazioni e rimpiazzi

Tutte le volte che inizio a non poterne più di un posto o di una situazione mi parte in loop una canzone dei “Peter punk” con un treno come mezzo di fuga. Pur avendo una certa qual logica e coerenza con il tema (a differenza di quella che mi ossessiona quando penso alle bici), la mia mente non tiene mai in considerazione che patisco tutti i mezzi di trasporto e che sono veramente pochi i viaggi in treno che ricordo non esser stati esperienze da dimenticare.

A quasi un anno dal primo post di questa serie, e in perfetta coerenza con l’accumulo di ritardo che ogni giorno chi pendola col treno ha a che fare, eccoci con il post dedicato a Katia Mazzoni, in arte Pendolante. Sono ormai sette anni da quando ho aperto questo blog, un’era fa se si pensa a quanto velocemente si trasforma internet. Inizialmente volevo fosse un contenitore di progressi, il più asettico possibile, nel quale fossero i disegni a parlare per me. E di cose quelle linee ne dicevano tante. In quel contesto così distaccato che avevo creato, a pochi mesi dall’apertura della pagina, Pendolante fa capolino tra i primi iscritti, con un atteggiamento completamente diverso dal mio ed un desiderio di condividere le sue esperienze, i suoi pensieri, fantasie e progressi, dai quali ammetto di esserne rimasto subito colpito. Da allora molti blog che seguivo con costanza (molta più di quella che applico nella pubblicazione di contenuti), hanno cessato sfortunatamente di esistere. Katia invece è rimasta una piacevole costante.

Questa mia illustrazione è stata per un periodo la sua testata in questa bella serie di collaborazioni che lei ha creato con la sua capacità di far rete. Sue anche una raccolta di interviste ad altri pendolari che hanno deciso di condividere le loro (dis)avventure su rotaie e non. Ho evitato di usare il metodo dell’intervista perché non trovo mi appartenga e perché, se visiterete il blog di Katia, scoprirete che non ha affatto bisogno di presentazioni perché è molto brava a raccontarsi e raccontare.

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118_MerMay

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113_04_La descrizione di un attimo

113_04_musicassetta_tiromancino_ladescrizionediunattimo

Per ascoltare con me, clicca sulla musicassetta


La descrizione di un attimo

Tiromancino

La descrizione di un attimo
Le convinzioni che cambiano
E crolla la fortezza del mio debole per te
Anche se non sei più sola perché sola non sai stare
E credi che dividersi la vita sia normale
Ma la mia memoria scivola
Mi ricordo limpida la trasmissione dei pensieri
E la sensazione che in un attimo
Qualunque cosa pensassimo in due, poteva succedere
E poi cos’è successo
Aspettami, oppure dimenticami
Ci rivediamo adesso
Dopo quasi cinque anni
Ah, e come sempre sei la descrizione di un attimo per me
Ahi ahi ahi, come sempre sei un’emozione fortissima, eh
Ahi ahi ahi, come sempre sei bellissima
Mi hanno detto dei tuoi viaggi
Mi hanno detto che stai male
Che sei diventata pazza
Ma io so che sei normale
Mi chiedi di partire adesso
Perchè i numeri e il futuro non ti fanno preoccupare
Vorrei poterti credere
Sarebbe molto più facile
Rincontrarci nei pensieri
Distesi come se fossimo
Sospesi ancora nell’attimo in cui poteva succedere
E poi cos’è successo
Aspettami oppure dimenticami
Ci rivediamo presto
Fra almeno altri cinque anni
Ah, e come sempre sei la descrizione di un attimo per me
Ahi ahi ahi, come sempre sei un’emozione fortissima, eh
Ahi, come sempre sei bellissima, perché
Ahi ahi ahi, come sempre sei la descrizione di un attimo
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113_03_Prayer

113_03_musicassetta_prayer_disturbed

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Prayer

Disturbed

Another dream that will never come true
Just to compliment your sorrow
Another life that I’ve taken from you
A gift to add on to your pain and suffering
Another truth you can never believe
Has crippled you completely
All the cries you’re beginning to hear
Trapped in your mind, and the sound is deafening
Let me enlighten you
This is the way I pray
Living just isn’t hard enough
Burn me alive, inside
Living my life’s not hard enough
Take everything away
Another nightmare about to come true
Will manifest tomorrow
Another love that I’ve taken from you
Lost in time, on the edge of suffering
Another taste of the evil I breed
Will level you completely
Bring to life everything that you fear
Live in the dark, and the world is threatening
Let me enlighten you
This is the way i pray
Living just isn’t hard enough
Burn me alive, inside
Living my life’s not hard enough
Take everything away
Return to me
Leave me no one
Turn to me
Return to me
Cast aside
You’ve made me turn away
Living just isn’t hard enough
Burn me alive, inside
Living my life’s not hard enough
Take everything away
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