114_Assisi 2018

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Assisi 2018, ovvero, un pretesto per parlare di buone intenzioni.
L’inverno appena trascorso l’ho passato lavorando in alta quota sulle belle piste di Valtournenche. Abitando piuttosto distante, tra mattina e sera, trascorrevo parecchie ore in macchina, che per uno che soffre qualsiasi cosa in movimento (anche l’altalena, per intendersi) non è un granché. Ogni giorno passavamo davanti a capannoni industriali, con grossi cassonetti davanti ai cancelli. Galeotto fu proprio uno di questi grossi bidoni. Bianco, con scritto a bomboletta nera “Plastica giovedì”. Fin qui nulla di strano; uno lo vede e, se proprio deve pensare a qualcosa, pensa che passino il giovedì per la plastica. In realtà quella scritta mi è servita da pretesto per un ragionamento banalissimo che qui riposto, per me e per chi vorrà con me ricordarselo in futuro rileggendo queste parole sotto un post che dovrebbe parlare di Assisi, dintorni e piacevoli momenti in “cuginanza”.  La scritta sopracitata, presentava una “P” maiuscola, tracciata con grande sicurezza. Non posso dire lo stesso delle lettere che la seguivano, sempre più insicure ed ammassate. “giovedì” al contrario era riportato con precisione e cognizione, perfettamente inserito nei limiti spaziali del cassonetto.  Ho immaginato che, il graffitaro improvvisato, probabilmente animato da buonissime intenzioni, aveva iniziato la sua opera con decisione e risolutezza, che però ha perso quasi da subito, rendendosi conto che, con un minimo di raziocinio in più le lettere ci sarebbero state comodamente tutte. Non so a voi, ma a me capita spessissimo di desiderare di partire, o di partire effettivamente, a fare qualcosa con lo stesso spirito impulsivo e propositivo. Molto spesso però, incappo nella stessa fine di quella scritta; mi perdo, probabilmente perché la spinta iniziale non era abbastanza ponderata o per insicurezze di base su capacità o altro. Quello che però l’ignaro writer mi ha insegnato con “giovedì” è che, aggiustando il tiro in corso d’opera, si arriva ad un risultato, ok, magari non eccelso, ma che sfrutterò nelle mie esperienze future.

(112_the shape of water) è nata alla luce di questo pensiero che allora però risultava ancora piuttosto acerbo. L’atmosfera rilassata di Assisi, i piacevoli momenti con i miei cugini, l’arte e la natura rigogliosa, sono serviti a far maturare e assimilare meglio questo insegnamento. Se poi annaffiate tutto con una buona birra e una torta al testo del Testone, rigorosamente con le stringhette, beh, allora assume l’aspetto di un’epifania.

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4 risposte a 114_Assisi 2018

  1. staywildbookchild ha detto:

    va beh allora! questo post é geniale! 🙂 Personalmente sono in un momento della vita in cui mi viene chiesto di scrivere sul cassonetto, vorrei partire nel mio compito con decisione e risolutezza ma se poi non riesco a farci entrare tutta la scritta e mi esce male? ….. fatto questo pensiero ho aperto il blog e letto il tuo post e mi hai risposto “aggiustando il tiro in corso d’opera, si arriva ad un risultato, ok, magari non eccelso, ma che sfrutterò nelle mie esperienze future” 🙂 grazie

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  2. Pendolante ha detto:

    Una deduzione per nulla banale la tua.

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